Programma corsi dottorali a.a. 2016-17

SP 2017

Scuola dottorale confederale in Civiltà italiana
Primo incontro plenario (II ciclo), 1,5 ECTS
9-10 giugno 2017, Università della Svizzera italiana, Lugano

 

Francisco Jarauta, Estetica del Novecento
Seminario, 3 ECTS.

29 maggio - 2 giugno 2017, ore 13.30-17.30, aula 251
(ad eccezione dei giorni: 29 maggio, ore 14.00-18.00 e 1 giugno, ore 15.00-19.00)

29 maggio - Dietro le maschere di Les demoiselles d’Avignon
30 maggio - L’Oriente di Matisse
31 maggio - Kandinsky-Schönberg: Dissoluzione e Metamorfosi
1 giugno - Paul Klee: i segni del mondo
2 giugno - W. Benjamin-Th. W. Adorno: l’esperienza del naufragio

Se la Chandosbrief di Hofmannsthal venne considerata come il manifesto della crisi del fin-de-siècle, la morte di Cézanne è stata interpretata dalla storiografia dell’arte del Novecento, come l’orizzonte di idee e di problemi estetici che le Avandgardes esploreranno con singolare ansietà. Dal 1906 al 1940 seguirono quattro decadi vertiginose nelle quali l’arte cerca e costruisce i linguaggi delle società del futuro. Espressionismo e Astrazione, Futurismo e Costruttivismo, Surrealismo e Neue Sachlichkeit configureranno la mappa di una sequenza che articola le tensioni dell’epoca e le rende esplicite attraverso il linguaggio dell’arte. Un’epoca che vedrà come il primo entusiasmo del secolo si precipiterà sotto la forma di una vera catastrofe, tale come la interpreterà il Walter Benjamin del Collège de Sociologie.

 

Stefano Salis, La letteratura fatta libro
13 aprile 2017, ore 11.00-12.00 e 15.30-17.00, aula 250

Siamo abituati a pensare alla letteratura come un insieme di testi. È vero: e i testi sono imprescindibili e sono la stella polare di chiunque voglia studiarla, dal punto di vista filologico, storico, culturale.
Ma hanno molta, se non altrettanta, importanza anche le circostanze materiali con le quali e grazie alle quali quei testi sono diventati libro.
Casi editoriali, circostanze fortuite, inserimento in determinate collane, eventi occasionali o programmati, fortuna pubblica, critica e successo, ritorno nel circuito del libro come passione bibliofila: cercheremo con il racconto di alcuni casi esemplari di approfondire questi aspetti.
La prima lezione sarà dedicata a due libri "feticcio" del Novecento per i collezionisti di libri e di prime edizioni, che sono anche due libri imprescindibili nella produzione poetica: Il porto sepolto di Giuseppe Ungaretti, stampato in 80 copie presso un ignoto (fino a quel momento) Stabilimento Tipografico Friulano, ma destinato a diventare libro cruciale del secolo e la preda più ambita dei bibliofili italiani e Los versos del capitan, il libro anonimo (ma di Pablo Neruda), stampato a Napoli, grazie all'intervento di 44 sottoscrittori.
La seconda lezione si concentra invece sull'aspetto esteriore dei libri, portando ad esempio il libro più citato e decisivo del Novecento, l'Ulysses di Joyce stampato con sottoscrizione dalla Libreria Shakespeare & Co di Parigi, il lavoro di Bruno Munari per Einaudi e i più recenti lavori di grafica editoriale che danno al libro un'identità precisa che segna la loro presenza nel mercato e nella storia culturale.

 

François Dupuigrenet Desroussilles, Un'educazione storica nel secolo scorso tra Francia e Italia
16 marzo 2017, ore 16.00-18.00, aula 355

Durante gli anni '70 sono stato formato, all'École nationale des chartes, ai metodi della "critica" storica ereditata dai benedettini della congregazione di Saint-Maur come Dom Mabillon. E perché, con passione e naïveté, avevo scoperto l'Italia a 16 anni, chiesi a Alberto Tenenti, grande storico franco-italiano dell'economia e della cultura del Rinascimento, di lavorare sulla storia degli intellettuali italiani nel Cinquecento. Fu così che mi propose di dedicare la mia tesi, sotto la sua direzione, alla magistratura veneziana dei Riformatori dello Studio di Padova (1517-1560). Grazie a Alberto Tenenti e, tra molti altri, a Gaetano Cozzi che, a Venezia, mi fu anche maestro di vita, ricevetti una educazione storica italiana, parallela a quella francese.
Contemporaneamente scoprivo come altri giovani storici, francesi e italiani, il "continente storia" di Marx, attraverso l'opera di Louis Althusser, che sembrava dare senso sia alle nostre ricerche sia agli sconvolgimenti della fine del secolo, dal '68 alla fine dei regimi del "socialismo reale".
Tenterò di far capire ai dottorandi del nostro Istituto quello che significava la scelta della storia, quarant'anni fa, in una doppia cultura francese e italiana, e in un dialogo tra erudizione e filosofia che prolungo oggi, dopo 27 anni come conservatore dei fondi antichi della Bibliothèque nationale di Parigi, insegnando a Florida State University e all'Università della Svizzera italiana.

 

SA 2016

Ciclo di lezioni: Moderni e classici: come leggerli e interpretarli
1 ECTS

A partire dalla pratica del commento, affiancata in anni recenti da un costante incremento di studi di "genere" e che tocca da vicino il lavoro e le esperienze di ricerca di dottorandi e di docenti, il ciclo vuole offrire uno sguardo, o meglio, una pluralità di sguardi diretti su «Come si commenta un testo?» (E. Raimondi), nella completa trasversalità cronologica e dei generi affrontati. Cercando dunque da un lato di fornire un accesso all'officina del critico-commentatore - preso nel tentativo di penetrare quella dello scrittore (e dello scrittore-lettore) -, sulla base di casi storicamente esemplari, s'intende sollecitare al contempo una discussione in prospettiva storica sulla tradizione del commento e sui suoi sviluppi, con aperture di carattere anche teorico verso i problemi delle fonti e dell'intertestualità, del suo valore nell'era delle banche dati, dell'autocommento.

Bibliografia essenziale

 

Steven Botterill, Teoria e storia della ricezione dantesca nel mondo anglofono
22 dicembre 2016, ore 10.30-13.30, aula 250

Il seminario si propone come un tentativo di analisi e categorizzazione della vasta produzione di studi su Dante in lingua inglese degli ultimi due secoli (e non solo).

 

Guido Milanese, In exponendis auctoribus: il commento dalla dottrina ellenistica alla tarda antichità
25 novembre 2016, ore 14.00-17.00, aula 253

La prassi del commento al testo letterario va ricondotta a due esigenze fondamentali: quella della spiegazione scolastica del testo e quella della ricerca del senso profondo del testo, come praticata dalle scuole filosofiche. Entrambe le esigenze si sviluppano in età ellenistica e segnatamente nei grandi centri culturali come Alessandria e Pergamo, anche se abbiamo traccia di letture significative, che potevano produrre un vero commento, al testo omerico già in età preplatonica. Le varie scuole filosofiche offrono risposte diverse: saranno soprattutto l'approccio aristotelico e quello stoico a segnare per secoli le modalità del commento, ma anche la scuola epicurea discute la possibilità di impiegare in modo costruttivo i testi di quella paidéia che pure veniva considerata potenzialmente pericolosa. Con l'allontanarsi dei classici dalla pratica della lingua viva, il commento deve necessariamente affrontare anche la spiegazione vera e propria del significato del testo: e per l'Occidente latino saranno in particolare i commenti a Virgilio, Orazio e Terenzio che costruiranno la cultura del commento medievale e delle età seguenti. Il commento al testo cristiano (e il commento cristiano ai testi non cristiani) apporta un contributo essenziale ancora una volta indirizzato verso il senso del testo: e ancora una volta il Medioevo sarà in grado di recepire e assimilare tutte queste tradizioni, mentre l'Umanesimo, con l'attività didattica che ben conosciamo grazie alle molte testimonianze che ci sono pervenute, cercherà di riproporre la prassi del commento antico e soprattutto tardoantico.

 

Carlo Ossola, Fonti e autocommenti nel Novecento: due casi esemplari
19 ottobre 2016, ore 10.30-12.30, aula 402

La molteplicità delle fonti convocabili sullo scrittoio di un poeta del Novecento e, ad un tempo, l'allusività talvolta criptica dei testi, ha favorito lo svilupparsi  dell'autocommento e dell'autointervista degli autori stessi, creando generi diversi dal classico prosimetro e complicando l'esegesi dei critici. Verranno presentati due casi esemplari : Ungaretti e Montale.
In secondo luogo, diventa urgente la questione : sin dove si estende la congruità  - quanto alla creazione poetica - dei  documenti d'archivio disponibili ?
D'altra parte, la memoria dei poeti non è solo più letteraria, ma attinge al vasto serbatoio di immagini visive e sonore che, dopo l'invenzione della fotografia, della discografia e della cinematografia, incidono sensibilmente sui nostri paradigmi di metaforologia. Quali sono dunque i 'campi di pertinenza' per la correttezza di un commento ?

 

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Jürgen Maehder, Il teatro musicale fra le due guerre mondiali
Seminario, 3 ECTS

14. 10. 2016 -- 13:30 - 17:30 - aula 251 (Il neoclassicismo in Francia)
17. 10. 2016 -- 13:30 - 17:30 - aula 402 (L'Italia fra melodramma tradizionale e sperimentazione)
19. 10. 2016 -- 13:30 - 17:30 - aula 251 («Neue Sachlichkeit» e avanguardia teatrale in Germania)
21. 10. 2016 -- 13:30 - 17:30 - aula 251 («Ritorni» e la scoperta della musica antica)

La storia dell'opera lirica europea fra le due guerre mondiali, tradizionalmente scritta da una musicologia focalizzata sulla struttura musicale, ha subito alcune riscritture nel corso degli ultimi decenni. Grazie all'attività di alcuni musicologi pionieri, di alcuni interpreti e sovrintendenti dotati di curiosità intellettuale e all'interesse crescente dell'industria discografica per l'opera del XX secolo, l'affresco storico dell'epoca fra le due guerre mondiali è stato arricchito da numerose opere chiavi, alcune delle quali eseguite per la prima volta decenni dopo la loro creazione. Il corso affronta la storia del melodramma fra il 1918 e il 1945 dal lato della drammaturgia musicale, ponendo quindi l'accento sulle scelte drammaturgiche e musicali del librettista com'anche del compositore.

 

 

 

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