Programma corsi dottorali a.a. 2018-19

SP 2019

Ciclo di lezioni: Edizione come interpretazione del testo (parte II - 3 lezioni)
1 ECTS

Stefano Prandi, Commentare l'epica sacra dell'umanesimo: il caso del "De partu Virginis" di Sannazaro e dei suoi volgarizzamenti

15 aprile 2019, 14h00-17h00, aula A13 (fino alle 15h30) - aula A11 (dalle 15h30 alle 17h00)

La lezione si soffermerà sul più fortunato poema sacro del Rinascimento, il De partu Virginis del Sannazaro, composto quando il ricorso al sincretismo cristiano-classico si trovava all'apice della sua fortuna. Dopo avere illustrato le problematiche di tale genere letterario e ricostruito il contesto della produzione tra Quattro e primo Cinquecento, si porranno in evidenza le trafile tematiche e le peculiarità stilistiche del poema sannazariano. Parte preponderante della lezione sarà dedicata al confronto dei vari volgarizzamenti cinque- secenteschi, tra i quali sarà dato un particolare risalto al più notevole tra essi, quello di Giovanni Giolito de' Ferrari, figlio dello stampatore Gabriele.
Il confronto tra testo originale e traduzioni consentirà di cogliere in modo flagrante il deciso mutamento di clima culturale tra primo Rinascimento e età controriformistica.

 

Arnaldo Soldani, La canzone 41 dei "Sonetti et canzoni": "Or son pur solo e non è chi mi ascolti"

3 maggio 2019, 14h00-17h00, aula 251

La lezione proporrà una lettura della Canzone 41 di Sannazaro, Or son pur solo e non è chi mi ascolti. In primo luogo si affronteranno alcune questioni relative alle varianti linguistiche e stilistiche consegnate dalla tradizione del testo, mirate ad allinearlo nella sostanza al modello di Petrarca e ad eliminare via via le tracce della koinè aragonese tardo-quattrocentesca. Quindi si osserveranno i tratti metrici e strutturali della poesia, arrivando per questa via all'analisi dei processi argomentativi e all'interpretazione dei contenuti tematici. Infine, si proporrà una filiera derivativa rispetto a due altre canzoni che presentano lo stesso schema metrico, ossia la 207 dei Rerum vulgarium fragmenta,Ben mi credeapassar mio tempo omai, e la VIII dell'Endimione, il canzoniere di Cariteo, che costituisce a tutti gli effetti il principale sodale di Sannazaro nell'ultima stagione del petrarchismo aragonese, tra Quattro e Cinquecento.

 

Emilio Russo (Sapienza Università di Roma), Opere incompiute e ultima volontà dell'autore: il caso della Gerusalemme liberata

13 maggio 2019, 14h00-17h00, aula 355

Il seminario intende presentare alcuni problemi di metodo che emergono dallo studio della tradizione del poema tassiano: a partire da una ricostruzione storica delle vicende che portarono alle stampe non autorizzate della Liberata - ricostruzione che muove dagli studi di Luigi Poma e aggiunge alcuni elementi nuovi - l'obiettivo è da un lato vagliare la possibilità di una soluzione filologica per l'edizione di un nuovo testo critico della Gerusalemme, dall'altro ragionare sulle questioni generali relative alle opere narrative incompiute e al rispetto dell'ultima volontà dell'autore.

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Seminario (1.5 ECTS): Antonio Prete, Pensiero poetante e ospitalità della lingua

26-28 marzo 2019 (3 incontri), 14h00-17h00, aula 402

Attraverso la lettura e l'esegesi di alcuni testi classici della poesia si seguirà il definirsi di un orizzonte del poetico, inteso come lingua del visibile e del sensibile che unisce nel suono della parola il pensiero e l'immagine, il sapere e il ritmo, i modi conoscitivi e le figurazioni formali. In particolare si osserverà un aspetto  del linguaggio poetico: la rappresentazione del lontano, dell'assenza, del tempo già stato.
Di Leopardi si leggeranno L'infinito e A Silvia; di Baudelaire, L'invitation au voyage, À une passante, Le Cygne. Si rifletterà inoltre sulla traduzione della poesia, indugiando su figure come l'ospitalità, l'ascolto, l'imitazione.

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Scuola dottorale confederale in Civiltà italiana

Incontro plenario 2019, 1.5 ECTS

26 - 27 aprile 2019, Universität Basel, Basilea

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SA 2018

Ciclo di lezioni: Edizione come interpretazione del testo (parte I - 3 lezioni)
1 ECTS

Domenico Fiormonte (Università di Roma Tre), L'edizione digitale scientifica: problemi teorici e applicazioni pratiche

7 dicembre 2018, 10h30-12h30 e 14h00-16h00 (laboratorio - parte pratica), aula 251

Digitando le parole "testo della divina commedia" su un importante motore di ricerca ci viene restituita (alla data in cui si scrive) una lista di risultati così composta: al primo posto il testo integrale della Divina Commedia del sito filosofico.net; al secondo posto "testo e parafrasi del Canto 1 dell'Inferno" (sito libraryweschool.com); al terzo posto "i versi più memorabili di Dante" (sito libreriamo.it). Solo uno dei primi sei risultati disponibili, il testo fornito da liberliber.it, reca indicazioni sul tipo di edizione utilizzata. Questo semplice esperimento ci pone di fronte a una serie di dilemmi, primo fa tutti: qual è il ruolo della filologia e della critica del testo in un mondo in cui l'accesso al nostro patrimonio culturale viene mediato da tecnologie digitali prodotte da aziende private localizzate nel Nord del mondo? Nella prima parte dell'intervento si cercherà di ripercorrere le tappe dell'incontro fra l'informatica e quell'insieme di discipline (linguistica, filologia, ecdotica, ecc.) che, pur avendo contribuito a sviluppare buona parte degli attuali strumenti di rappresentazione, analisi e ricerca della conoscenza, si trovano oggi smarrite e impotenti di fronte alla scomparsa del proprio ruolo di custodi e mediatrici della cultura. La seconda parte della lezione sarà un laboratorio dedicato a riflettere sulle basi metodologiche dell'edizione digitale scientifica dei testi (la cosiddetta scholarly digital edition) e alla realizzazione di alcuni esempi pratici. L'obiettivo sarà da un lato acquisire i rudimenti della codifica digitale dei testi letterari, dall'altro riflettere su come la rappresentazione informatica costituisca una sfida per lo statuto epistemologico della filologia e in generale delle discipline umanistiche.

 

Corrado Bologna, Le edizioni delle Rime di Dante. Tre maestri di filologia del Novecento

22 novembre 2018, 14h30-17h30, aula 251

Ogni testo è "nel-tempo". Lo è anche ogni edizione. L'idea che il filologo possa fissare un testo ne varietur è una tipica illusione romantico-positivistica, fondata sul metodo di Lachmann. La filologia del Novecento, attenta alla filologia delle strutture, riconosce al Testo una natura intrinseca di processo prima ancora che di dato. Nel caso delle Rime dantesche un simile spostamento del punto di vista è tangibile nell'analisi delle tre edizioni canoniche: la Barbi 1921 (poi 1956 e 1969), la Contini 1939, la De Robertis 2002, in 5 volumi (poi solo il testo con commento, 2005). Nell'ultima muta radicalmente la disposizione dei pezzi lirici, la struttura del "sistema", che viene fondata sui presupposti dell'«individuabilità di processi redazionali» e della restituzione dell'opera «alle contingenze del suo farsi e al suo vitale rapporto con l'autore». Comprendere le ragioni di questa metamorfosi, e delle conseguenze esegetiche ed ermeneutiche, è lo scopo del seminario.

Descrittivo lezione 22.11.2018 - versione estesa

 

Andrea Balbo, Filologo, editore e interprete:  problemi di edizione dei testi antichi

9 novembre 2018, 10h30-13h30, aula 251

La filologia, "la più eversiva delle discipline" secondo Luciano Canfora, ha sviluppato i suoi metodi nella varietà dei suoi approcci (Lachmann, Bédier, Maas, Pasquali, solo per citare qualche nome) tra la seconda metà dell'Ottocento e la metà del Novecento. In realtà, essa rappresenta sempre un "cantiere aperto" sia dal punto di vista metodologico sia - ovviamente - sotto il profilo dell'indagine sui testi. Con lo sguardo del filologo classico vorrei riflettere sia dal punto di vista teorico sia con esempi concreti su quale sia il lavoro dell'editore e dell'interprete di opere antiche nel XXI secolo e su come esso entri in relazione da un lato con l'esperienza di altri approcci al testo, dall'altro con l'esigenza di fare i conti con le tecnologie digitali e, quindi, su come esso possa risultare utile nella formazione anche di coloro che non si occupano ex professo di scritti dell'antichità. Non da ultimo intendo proporre qualche considerazione sul filologo come paradigma "letterario", forse desueto nel mondo contemporaneo ma certo non privo di fascino e di stimoli intellettuali.

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Scuola dottorale confederale in Civiltà italiana
Giornate residenziali 2018, 3 ECTS

30 agosto - 2 settembre 2018, Himera


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