Programma corsi dottorali a.a. 2019-20

SP 2020

Ciclo di lezioni: Edizione come interpretazione del testo (parte IV - 3 lezioni)

1 ECTS

 

Paolo Squillacioti (CNR), Quale filologia per Sciascia? Un bilancio sulle Opere adelphiane

20 maggio 2020, 13h30-16h30, via MS Teams

La lezione si propone di esplicitare metodi e problemi del lavoro editoriale svolto sull' opera di Leonardo Sciascia, curata in tre volumi fra 2012 e 2019 per Adelphi. Una ricognizione generale sulle peculiarità del testo sciasciano e sulle soluzioni editoriali conseguenti sarà preliminare a un indugio su luoghi dei testi in cui l'attività filologica si è rivelata utile a fini interpretativi. Si sottoporrà ad analisi in particolare il penultimo romanzo dello scrittore siciliano, Il cavaliere e la morte. Sotie (Adelphi, 1988).

 

Giornata di studio presso il Centro manoscritti dell'Università di Pavia
N.B.: evento posticipato a data da definire

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Scuola dottorale confederale in Civiltà italiana
Incontro plenario 2020, 1.5 ECTS


N.B.: evento posticipato a data da definire

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SA 2019

Ciclo di lezioni: Edizione come interpretazione del testo (parte III - 3 lezioni)
1 ECTS


Silvia Contarini (Università degli studi di Udine) e Sara Garau, Interpretazione e contesto editoriale: alcune ricerche recenti su Ippolito Nievo

28 gennaio 2020, 16h00-19h00, aula 251


Invertendo i termini della riflessione metodologica rispetto alle precedenti lezioni del ciclo, incentrate sul momento ermeneutico come parte integrante delle scelte ecdotiche del filologo-editore, la lezione si prefigge di spostare l’attenzione sulla ricostruzione del contesto editoriale originario delle opere letterarie, e sulla sua rilevanza per l’interpretazione dei testi, anche in vista delle scelte a cui è chiamato l’editore moderno. Lo spunto sarà fornito da alcuni recenti lavori nieviani, legati sia all’Edizione Nazionale delle Opere in corso presso Marsilio, sia al PRIN (Progetto di Ricerca d’Interesse Nazionale) Nievo e la cultura letteraria del Risorgimento: contesti, paradigmi e riscritture (1850-1870), appena avviato in collaborazione dalle università di Udine, Perugia, Padova e Verona. A partire dagli interessi del progetto, Silvia Contarini affronterà il rapporto fra scrittura giornalistica e scrittura romanzesca in Nievo, con particolare riferimento alla vicenda editoriale de Il Barone di Nicastro, uscito a puntate nel giornale satirico «Il Pungolo» nel 1857 e dopo varie vicissitudini in volume nel 1860.
Nella seconda parte, Sara Garau proporrà un approfondimento sull’attività traduttoria di Nievo, anch’essa – almeno per quanto concerne la sua parte edita – intrinsecamente connessa alle collaborazioni giornalistiche. È, anzi, soltanto nella doppia prospettiva della natura del corpus di testi tradotti (editi e non), da un lato, e, dall’altro, delle sedi e modalità di pubblicazione, che le traduzioni possono essere comprese nella loro duplice valenza di esercizi di scrittura (nel confronto traduttorio con autori come Victor Hugo o Heinrich Heine) e di interventi – di carattere in qualche caso quasi propagandistico – nel discorso politico coevo.


Paola Italia e Roberta Priore (Università di Bologna), Il metodo dell'Infinito. Filologia digitale, imaging e 3D

7 novembre 2019, 14h00-17h00, aula 150

Come è nato l'Infinito, il testo più celebre della nostra letteratura moderna? È stato scritto di getto, in un momento di straordinaria, "euforica" felicità creativa, o è stato costruito con quel paziente labor limae, quella "minutissima perfezione nello scrivere" in cui Leopardi stesso dichiarava di essere "sofistichissimo"? Nell'anno in cui si celebrano i duecento anni dalla scrittura dell'Infinito, Paola Italia, con l'esperienza di molti anni passati sulle "sudate carte" di Leopardi nella preparazione dell'edizione critica dei Canti (Firenze, presso l'Accademia della Crusca, 20092) e del Metodo di Leopardi (Carocci, 2016), entra nel laboratorio di Giacomo, seguendo, attraverso le varie correzioni, stesure, redazioni del testo, le varie fasi del suo metodo creativo. Un viaggio avventuroso e affascinante, reso possibile dai progetti di filologia digitale sviluppati negli ultimi anni: dall'edizione Wiki Leopardi a Leopardi Ecdosis, alla rappresentazione 3D - presentata da Roberta Priore, in collaborazione con il Frame Lab di Ravenna - del quaderno napoletano dell'Infinito e delle prime carte dello Zibaldone.


Roberto Leporatti (Université de Genève), Questioni testuali del «Giorno» di Giuseppe Parini

17 ottobre 2019, 13h30-16h30, aula 150

Dopo la pubblicazione scalare del Mattino (1763) e del Mezzogiorno (1765), che dovevano essere seguiti da un terzo e ultimo poemetto intitolato la Sera, Giuseppe Parini lavorò per il resto della sua vita a un nuovo progetto di poema unitario, intitolato Il Giorno, diviso non più in tre ma in quattro parti, rimasto incompiuto fra le sue carte. La fortuna editoriale del testo è stata condizionata dalla benemerita, quanto inattendibile dal punto di vista filologico, edizione postuma pubblicata nel 1801 dal suo discepolo Francesco Reina, fino all'esemplare edizione critica curata da Dante Isella nel 1969 e riproposta con alcuni ritocchi nel 1996. Nel corso della lezione saranno presentati i risultati del lavoro di revisione del testo critico della seconda redazione del poema in corso di pubblicazione nell'Edizione Nazionale delle Opere di Giuseppe Parini. Dopo una breve illustrazione degli autografi, che permetterà di definire le modalità di lavoro del poeta, ci soffermeremo sui problemi testuali ancora aperti e sulle nuove soluzioni adottate negli apparati, soprattutto in rapporto ai poemetti a testimonianza plurima Il Mattino II e La Notte, nonché a testo per gli aspetti prosodici e interpuntivi.

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Roberto Gilodi (Università di Torino), Morfologia e storia negli studi letterari
12 dicembre 2019, 10h30-12h30, aula A34

Che cosa è stabile e che cosa muta in quelle costruzioni umane che noi identifichiamo come oggetti culturali. Le componenti invarianti sono forme che, a dispetto del cambiamento storico, si mantengono inalterate nel corso del tempo: possono essere dettagli nella rappresentazione del corpo umano nelle arti visive oppure motivi, temi e topoi nelle diverse espressioni letterarie, come ad esempio il locus amoenus o il nostos che dalla tradizione letteraria classica sono transitati nei mondi culturali medievali per poi riemergere nelle letterature nazionali dell’età postmedievale.
La lezione si concentra su alcune questioni che oggi sono diventate cruciali nel discorso sulle forme letterarie, e in particolare narrative, nei diversi media. Di tali questioni si individuano alcune linee genealogiche.

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Scuola dottorale confederale in Civiltà italiana

Giornate residenziali 2019, 3 ECTS


5 - 8 settembre 2019, Cortona

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