"Costumi soavi, dolci maniere". Galatei e manuali d'etichetta nel Ticino dell'Ottocento

Martedì 20 novembre alle 18.00, presso la Biblioteca cantonale di Lugano (Sala Tami), si terrà l'inaugurazione della mostra “Costumi soavi, dolci maniere”. Galatei e manuali d’etichetta nel Ticino dell’Ottocento, a cura di Annick Paternoster, Francesca Saltamacchia e Luca Saltini. La mostra è frutto della collaborazione tra la Biblioteca e l'Istituto di studi italiani dell'USI.  

 

Alla cerimonia interverranno: 

  • Annick Paternoster, curatrice, docente presso l'Istituto di studi italiani (ISI); 
  • Francesca Saltamacchia, curatrice, dottoranda presso l'Istituto di studi italiani (ISI);
  • Luca Saltini, curatore, collaboratore scientifico presso la Biblioteca cantonale di Lugano.  

Il direttore dell'ISI Stefano Prandi terrà un saluto. 

 

La mostra

La mostra “Costumi soavi, dolci maniere”. Galatei e manuali d’etichetta nel Ticino dell’Ottocento nasce da una collaborazione tra la Biblioteca cantonale di Lugano e l’Istituto di studi italiani dell’Università della Svizzera italiana, con il sostegno della Fondazione Pica Alfieri

Nell’ambito di una intesa consolidata, è sembrato interessante dare spazio a un tema ricco come quello dei galatei, che costituisce un importante filone di storia sociale e culturale. Così, nel contesto di un progetto di ricerca finanziato dal Fondo nazionale svizzero, la Biblioteca si è resa disponibile a ospitare una mostra che potesse contribuire a divulgare le conclusioni dello studio e, al contempo, valorizzare molti dei materiali raccolti dall’Istituto in relazione a questo tema.

Il lavoro condotto dai curatori ha permesso di realizzare un percorso dedicato alla storia del Galateo, che si concentra soprattutto sull’Ottocento e i primi anni del Novecento, uno snodo epocale in cui i valori della borghesia prendono il sopravvento su quelli dell’aristocrazia. Sono esposte le prime edizioni del Galateo, le sue edizioni successive e quelle di autori che ebbero particolare fortuna, come Melchiorre Gioia o Francesco Soave, ma anche quadri, stampe d’epoca, oggetti preziosi, manifesti provenienti dalla Biblioteca cantonale di Lugano e da diversi altri istituti e collezioni private che raccontano piacevolmente un’epoca.

Swissuniversity